 Ci eravamo lasciati con una frase a me tanto cara. Trovai scritto su un banco del mio liceo, una volta, "Non può piovere per sempre". Chi aveva scritto, inciso a dire la verità, queste parole sul legno si spacciava anche per l'autore della frase. Vedendo il film "Il Corvo", ho scoperto che non era così, ma la magia di questa citazione non ha certo perso il suo fascino. Ci sono cose che non si possono spiegare, purtroppo. Tragedie, morti, sfighe o semplici inculate che ogni tanto succedono. Ho un'altra citazione: "Shit happens", esplicativa no? Purtroppo le cose brutte esistono per capitare: oggi a me domani a te, con meno o più gravità, nessuno può considerarsi al sicuro. Nessuno, effettivamente, lo sarebbe nemmeno nella Torre d'Avorio. Però ci deve essere speranza, a qualcosa l'umanità si deve attaccare: e allora sono d'accordissimo con questa frase. Non può piovere per sempre. Ogni temporale, per quanto forte, per quanto terribile e spaventoso, per quanto rumoroso, prima o poi farà posto ad un raggio di sole, inizialmente timido e poi devastante per nuvole, acqua e brutti pensieri. Sull'Italia ai WCG... non poteva piovere per sempre. Due anni di sfighe sarebbero bastati per il nostro amato tricolore, dopo il 2001 e la medaglia d'oro strappataci da una "sfortuna" pilotata e il 2002 che ora andrò a descrivere, purtroppo ancor più fallimentare, il raggio di sole giunse. Il lietissimo fine della spedizione 2003 è l'argomento di discussione principale di questo articolo; nonostante i WCG da quel momento in poi avrebbero riservato all'Italia solo delusioni io ho visto la gente vincere. Anche se da casa, anzi addirittura dall'Inghilterra (posto dove vivevo in quel momento) che proprio casa mia non è. 2002: l'anno della pioggia. Non ne comprendo bene i motivi ma, dopo un 2001 dove ci disse male ma eravamo quantomeno forti e siamo stati protagonisti in molte discipline (pochi non passarono il girone... ricordo a tutti che ora è esattamente l'opposto), nel 2002 a Daejon, in Corea del Sud, l'Italia ha fatto schifo(o quasi)! Facciamo un pochino di informazione prima di tuffarsi nei ricordi. Pochi sanno che i World Cyber Games, sono nati con l'edizione del 2000, chiamata "WCG Challenge". Ambientati a Seoul i primi WCG furono una "prova generale". Gli invitati provenivano solo da 20 nazioni e, come ho scritto, erano stati invitati. Pochi spettatori per un evento poco pubblicizzato ma comunque costoso. Per chi non lo sapesse a Starcraft vinse Gorush che al WCG 2001 arrivò terzo. E con chi era nel girone del primo vero WCG??? Con un italiano!! Un italiano che lo stava quasi battendo e l'aveva ridotto a giocare con 3 droni nella base principale rushandolo con le moto, una strategia mai vista nel terran contro zerg (non è vero... sto romanzando ;) ). Quell'italiano ero io!!! Ma poi ho perso, come ho detto nella puntata precedente e infatti non sono passato alla storia come il primo italiano a battere un coreano ad un RTS... ;) Dopo Seoul 2001 c'è stato Daejon 2002 e poi Seoul 2003. Importante notare questo: il figlio illeggittimo di Samsung (i WCG, appunto) sono stati testati in corea ben quattro volte, prima di espatriare. Ora il festival è diventato itinerante ed ha una regola: cambia continente ad ogni edizione. San Francisco 2004, Singapore 2005, Monza 2006, Seattle 2007 e Colonia 2008. Gli organizzatori del WCG quindi sono stati molto accorti nella cura della loro creatura e infatti si da il caso che sia il torneo più grande, più longevo e più importante del mondo... che non accenna a fallire (come le CGS). Premessa d'informazione fatta: gli italiani del 2002 non erano sicuramente allo stesso livello di quelli del 2001 (nonostante molti fossero gli stessi: intanto però il mondo del netgaming era migliorato a dismisura, all'estero). Però tra i nostri eroi, pensate, c'era Holger "Holle" Schopf!!! Non molti sanno, come nel caso di Papino e del 2001 che anche l'altro socio di Progaming è stato un campione di Age of Empires, tra l'altro sotto la bandiera del clan SoL. Parentesi nostalgia: la prima volta che vidi Holle fu dopo il suo secondo posto alle eliminatorie nazionali 2002, con nickname Dreamer, sognatore: i SoL al tempo, clan di cui io sono stato fondatore e sono "capo" anche se al momento non esitono più (o meglio... io sono l'unico SoL rimasto), davano tramite le mie mani un premio in denaro. Erano il mio piccolo sogno: il clan più forte d'Italia in tutte le discipline. Conobbi Holle mentre gli stringevo la mano e gli davo una busta con sopra scritto il suo nome, con dentro 200€, se non sbaglio. Quell'uomo, molti anni dopo, mi avrebbe offerto un lavoro nella sua azienda. Cioè il suo sogno: un'azienda per trasmettere ancora la stessa passione che lui aveva provato tanto dentro da portarlo fino in Corea del Sud. Non c'è niente da dire, in un modo o nell'altro, io ed Holle abbiamo gli stessi sogni. A parte questo aneddoto, la sua avventura al WCG non fu felicissima (1 vittoria e 4 sconfitte), come quella dei connazionali. Il bollettino parla chiaro: 1 bronzo, tra l'altro nel Nation vs Nation di FIFA (cioè 2vs2... campo nel quale a momenti neanche c'erano i premi, infatti è stato elimnato). Le altre discipline? Tutti fuori al girone a Quake 3 (Stermy compreso, 1 vittoria e 4 sconfitte), tutti fuori a FIFA (anche Champion!), tutti fuori a Starcraft, tutti fuori ad Age of Empires 2, tutti fuori a Counterstrike, tutti fuori a Ut. La pioggia, iniziata l'anno prima sul palco di una finalissima, era diventato diluvio. 2003: Corri, Forrest, corri. Se le speranze tricolori erano molto alte all'alba della spedizione 2002, con un popo' di campionissimi in squadra, nel 2003 eravamo dati come squadra materasso, o quasi. Ma si sa, il 2003 fu un anno strano, completamente atipico, per i World Cyber Games. L'anno in cui non c'erano favoriti, oppure c'erano e sono stati completamente massacrati dagli outsider. Fu l'anno in cui gli SK, svedesi a quel tempo, vinsero il torneo di Counterstrike e per la prima volta portarono alla famosa powerhouse tedesca una medaglia d'oro del WCG. In CS, per giunta, la disciplina più difficile o quasi. Fu la volta nel quale due italiani, SoL.Godzilla e SoL.Chobo, furono eliminati per non essersi presentati in tempo alle rispettive partite. Chiedete a loro per maggiori informazioni a riguardo, non voglio esprimermi. Fu lo stesso anno in cui, tra l'altro, Godzilla, lì per Warcraft 3, fece a cambio con Cafone nel 2vs2. Il primo andò a giocare a Starcraft e il secondo fece coppia con Mimmox in WC3, già da tempo i due giocavano online insieme. Questo per perdere al primo round contro l'Inghilterra. Ma fu anche l'anno in cui, per la prima volta nella storia, un Italiano battè un coreano in un RTS. Anzi, scriviamo meglio: un outsider fece fuori IL favorito del torneo con un 2 a 1 di cui ancora si parla. Molti giocatori dell'RTS Blizzard fantasy si ricordano della prima partita, vinta coi "carretti" dall'italiano e del famoso turret rush estremo nello scontro decisivo (il terzo game). Check[Pooh] si ricorderà a vita quel momento; così come tutta la community. Pensate parlano del fatto qui nel forum SK e non solo (cercate su google Mimmox vs Check[pooh]). No dico, ci siamo capiti? Turret rush estremo (quello senza hero) a un coreano che doveva vincere il torneo. L'umiliazione più grande e soprattutto la più grande espressione di bad mannerismo possibile in quel gioco. Ovviamente apprezzata, in questo caso! Grande Michele! :) Sei stato un mito!
E ancora, fu l'anno di Fisheye, tedesco giocatore di Starcraft con cui avevamo fatto amicizia nel 2001. Prima sicuramente considerato forte ma timido e impacciato e poi elevato a star praticamente internazionale grazie al suo secondo posto al WCG 2003. Un secondo posto "non coreano" che si ripeterà solo nel 2005 e nel 2008. Gli altri anni la finale a questa disciplina sarà sempre Corea vs Corea. Fu un anno particolare, quindi. Un anno in cui poteva ovviamente succedere anche che un paese retrogrado, sfigato e scarso come l'Italia, andasse bene! E non solo. Abbiamo lottato in tutti i tornei, come detto su in WC3 Mimmox arrivò agli ottavi, in FIFA Sebatr arrivò top 8 ecc... Abbiamo anche vinto una partita nel girone a CS... che volere di più? Forse una medaglia d'oro? Avevo un sogno, tanti anni fa: diventare una rockstar. Poi il mio sogno si distrusse nel 2001, quando la mia band si disgregò. Ero entrato nel mondo del netgaming da poco e avevo già fatto un WCG, avevo conosciuto i più forti giocatori d'Italia (e del mondo) e volevo metterli tutti sotto la stessa bandiera. Nel giro di 2 anni questa idea si trasformò in realtà: erano SoL tutti o quasi. Anzi, per l'esattezza nella spedizione 2003 erano tutti SoL tranne la squadra di CS. Avete letto bene. Il mio sogno quindi si trasformò, diventare una rockstar era troppo di moda... in fondo. Desideravo che il mio clan di netgaming fosse conosciuto in tutto il mondo. Che tutti, alla lettura di quelle 3 lettere, si ricordassero di noi... Questo sogno è diventato realtà grazie ad una persona e ad una medaglia d'oro. Parliamo prima di quest'ultiuma: è una medaglia che pesa molto più del metallo da cui è forgiata. Una medaglia che probabilmente non si ripeterà mai più (se Lo7 ha lisciato quest'anno sarà difficilissimo che l'anno prossimo trionfi, anche se me lo auguro e sinceramente non vedo altra disciplina dove potremmo vincere). Una medaglia sudata, costruita e sognata da quella stramaledetta finale rubata. Una medaglia vinta ad un FPS, disciplina dove insegnavamo a giocare ma che non ci premiò mai. Fino a quel momento. Ora parliamo della persona: chi è SoL.Forrest? Nicola "Forrest" Geretti nasce ad Udine il 2 settembre 1985. Comincia la sua carriera da netgamer con la serie UT, o almeno spero visto che non ho trovato una sua "biografia" online. E' un grande, come persona: ora vive in America e fa il grafico a Los Angeles, lavora a G4TV, il canale dove andavano in onda le CGS. Ha attraversato l'atlantico e la paura, vive lontano da casa, si fa un "mazzo" così. Nel 2003 arriva al WCG pieno di entusiasmo e speranza essendo di natura una persona davvero solare e umile. Se ne va da Seoul con 20.000 dollari in valigia e una medaglia che dice "sono il più forte", vinta non sul velluto ma "de più" come si dice a Roma. Nicola non si ferma su nessuno. Nel girone ne vince 5 su 5, poi c'è l'eliminazione diretta (è il primo anno che il torneo non prevede più la "double elimination", da quel momento in poi sarà sempre così): che paura. Vince la prima partita 2 a 0, contro un kazako che probabilmente avrebbe battuto anche bendato; il gioco si fa subito duro. Quarti di finale c'è il canadese che i bookmakers danno come possibile vincitore: a casa, 2 a 0. Poi c'è l'Australia, snoop, anche lui tra i favoriti del torneo. Cazzo, qui Forrest si deve impegnare: 2 mappe a 1, avrà sudato un pochettino, in fondo era una semifinale. Poi c'è la finalissima contro Lauke (futuro vincitore nel 2004). Niente da fare, il 2003 è un anno strano, l'ho già detto, così strano che nemmeno in finale SoL.Forrest perde una partita, liquida con un secco 2 a 0 il suo avversario. Grazie al suo risultato l'Italia arriva sesta al ranking mondiale, risultato che non raggiungerà mai più. Un oro e un bronzo (sempre nel doppio di FIFA, con la coppia Sebatr + Palatinus), recita il bollettino, tutti a casa contenti. Bisogna solo fare festa e prendere l'aereo. Tanto sarà un viaggio tranquillo, ormai splende il sole, la pioggia è finita. Simone "AKirA" Trimarchi http://www.insidethegame.it [Link alla PARTE 1 della serie di articoli sull'Italia ai World Cyber Games]
|